NAPOLI
SVivere Napoli è stato come essere inghiottiti da un grande Leviatano, che un po’ ti ingloba e un po’ ti mastica. I colori, i rumori e gli odori intensissimi della città non lasciano spazio all’indifferenza: Napoli non si osserva, Napoli si subisce, si attraversa, si respira con tutto il corpo. In questa esperienza di quattro giorni, organizzata da @lostatodeiluoghi@arti_puglia@luoghicomunipuglia , ci siamo immersi in una Napoli fatta di contrasti, resistenze e creatività radicale. Una Napoli viva e complessa che, attraverso le sue realtà associative, ci ha mostrato un volto lontano dagli stereotipi, eppure profondamente autentico.
Ad Ercolano, Variabile K racconta una comunità che si riappropria degli spazi per creare incontro e partecipazione. Nei Quartieri Spagnoli, FOQUS promuove convivenza, nuove dinamiche di istruzione e sviluppo locale. Officine Gomitoli lavora nel cuore della multiculturalità, facendo della relazione un atto di cambiamento. Riot Studio rappresenta la Napoli libera, creativa e "indisciplinata" della musica e dell’arte. L’Ex Asilo Filangieri è un laboratorio di autogestione dove cultura e diritti diventano pratica quotidiana e sovversiva. Con Altofest, Teatringestazione trasforma il teatro in un gesto politico che ridefinisce il vivere urbano.
Giorni intensi, pieni di incontri, parole, domande e stimoli. Napoli ci ha travolti, e forse è questo il suo modo per insegnare qualcosa: non attraverso lezioni frontali, ma mettendoci dentro il corpo vivo della città, spingendoci a guardarci dentro, a riflettere su cosa voglia dire costruire comunità, generare cultura e "creare un vuoto per abitare uno spazio".
Sono tornata a casa con una ricchezza inestimabile di legami ed esperienze, ma anche con nuove inquietudini. E con la consapevolezza che in luoghi come questi – così pieni di contraddizioni, ma anche di visioni – si gioca una delle partite più importanti del nostro presente (oltre lo scudetto).


